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Competenza professionale
Regolamento crediti formativi
Domenica, 4 aprile 2014
Finalmente! Ora potremo sapere con certezza se un professionista ha o meno competenza professionale. Basterà controllare il numero di CFP. Paese strano il nostro ma anche di grande fantasia. Finalmente siamo riusciti con il regolamento per l'aggiornamento della competenza professionale pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia.
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Va subito rilevato che ora abbiamo una esatta definizione della "Competenza professionale": capacità comprovata di applicare conoscenze, abilità e comportamenti acquisiti nei contesti di apprendimento formale, non formale o informale per raggiungere risultati osservabili nell'esercizio della professione di Ingegnere; Trattandosi di competenza professionale di una attività intellettuale mi aspetto che tra non molto ci sarà l'emanazione di qualche altro regolamento che stabilisca quale sia quella di un letterato, un artista, un poeta, ecc. ecc. Forse sto sbagliando, però, le professioni citate non hanno la fortuna di essere assistite da specifici ordini professionali. Allora, no. Non ci saranno regolamenti analoghi, è certo. L'aspetto più simpatico della vicenda è che i CFP possono anche maturarsi in anticipo per poi essere decurtati anno per anno. Si fa una scorpacciata, non più di 120 CFP però, e poi per 4 anni si è a posto. Se poi in questi 4 anni accade una rivoluzione normativa non occorre aggiornarsi perché lo si è fatto già a futura memoria. Ma come abbiamo fatto fino ad oggi esercitando la nostra professione con una competenza professionale non aggiornata e senza album dove attaccare le figurine che, attenzione, possono essere anche uguali. E sì. E' possibile anche questo. Il regolamento non entra nel merito dell'aggiornamento e basta partecipare ad un evento riconosciuto per maturare crediti. Che sia poi un duplicato che porta un nome diverso ha poca importanza. L'aspetto più rivoluzionario, poi, è che il proprio aggiornamento professionale può prescindere dal settore in cui se mai da 30 anni hai maturato esperienza e competenza. Puoi essere noto per le tua capacità e competenza a qualsiasi livello, essere uno specialista, devi aggiornarti! Pensate che fino a pochi mesi fa era solamente la reputazione che ci si costruiva giorno per giorno, combattendo su tutti i fronti ed ottenendo risultati a certificare la competenza professionale: metodo barbaro e che aveva il grande difetto di avere un suffragio della clientela e non dalle nostre istituzioni di categoria. Per fortuna questo problema ora non c'è più. Hai conquistato i 30 CFP annuali ? Si. Bene, sei aggiornato e competente. Ma serve ancora l'esame di stato per avere accesso alla libera professione? Il libero professionista è quello che svolge una prevalente attività intellettuale in piena autonomia operando scelte di cui è giuridicamente responsabile? Non so più rispondere perché sembrerebbe che senza i CFP la professione può essere limitata con sanzioni che non sono però stabilite nel regolamento. Ormai è inutile lavorare anche 14 ore al giorno, competere in un mercato sempre più articolato e complesso dove solo grazie ad una estrema competenza si riesce a trovare spazio, dove i risultati certificano se si è svolto bene il proprio lavoro, dove occorre conquistare ogni spazio e combattere una pubblica amministrazione sempre avversa e conservatrice, tutto finito. Finalmente ci si può riposare. Non serve più. La competenza professionale non la certifica più il pubblico riconoscimento della clientela ma, ancor di più, i risultati che si conseguono. Bastano i crediti. Ulteriore brillante esempio Italiota di creare centri di potere e di gestione. Continuo, piuttosto, ad essere perplesso perché nessuna fa niente per combattere questa deregulation e le liberalizzazioni in materia amministrativa che svuotando di contenuti il dovere di controllo della pubblica amministrazione espone sempre più noi liberi professionista ad assumerci responsabilità giuridiche che non ci competono pur di lavorare. L'estrema semplificazione delle procedure ha un contraltare molto pesante per noi che siamo costretti ad esporci e continuare a prendere condanne per il solo reato di lavorare. Continuo ad essere adirato: - perché non si riescono ad avere leggi di settore chiare che non ci costringano a saperne più di un avvocato amministrativista; - perché l'autonomia urbanistica delle Regioni fa si che i cittadini non godano degli stessi diritti costituzionali; - perché in Campania posso redigere una certificazione energetica ed in Lombardia no vedendo violati i miei diritti costituzionali e l'ordinamento giuridico che regola l'esercizio della professione; Ma gli ordini professionali non dovrebbero proprio interessarsi di queste questioni piuttosto che svolgere principalmente attività di formazione? Le questioni di fondo chi le deve affrontare?
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